“La formazione nel Paese di origine per l’ingresso in Italia di lavoratori specializzati – Opportunità per imprese e professionisti. Cooperazione Italia-Tunisia” è il tema del forum che si è svolto a Palazzo Calabritto, nella sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, presieduto da Matteo De Lise, promosso dalla Commissione di studio Mediterraneo.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Consolato della Repubblica di Tunisia a Napoli, ha posto al centro del dibattito un tema ormai strategico per il futuro dell’economia italiana: la crescente carenza di risorse umane specializzate e la necessità di costruire canali qualificati, regolati e sostenibili di cooperazione internazionale.
All’incontro erano presenti Khaled Fekih, Console di Tunisia a Napoli; Marilena Nasti, Consigliere delegato Odcec Napoli; Giovanni Felice di Prisco, Presidente della Commissione di studio Mediterraneo, che ha introdotto e moderato i lavori, con la presentazione dell’Accordo di Cooperazione Internazionale per la formazione dei lavoratori nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
Sono intervenuti Mariano Bruno, Senior Equity Partner Deloitte, che ha offerto un quadro sulla sfida demografica italiana e sulle criticità legate alla progressiva riduzione della forza lavoro disponibile; Valentina Fraternali ed Elda Zofrea (Divisione III della Direzione generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), che hanno illustrato il quadro normativo e le linee guida sulla formazione professionale e civico-linguistica all’estero; Domenico Miele (formatore di Michelangelo Formazione), che ha approfondito il tema dei percorsi formativi professionali e delle opportunità per le imprese, anche alla luce dell’art. 23; e Silvia Finzi (presidente della Dante Alighieri – Comitato di Tunisi), che ha evidenziato il ruolo della lingua italiana professionale come strumento di integrazione, qualificazione e inserimento lavorativo, Alessandro Del Balzo di Presenzano e Adolfo Adamo (rispettivamente vicepresidente e segretario della Commissione Mediterraneo), a testimonianza dell’impegno dell’Ordine nel rafforzare il dialogo istituzionale, economico e professionale nell’area mediterranea.
In collegamento dalla Tunisia sono intervenuti Mounir Dakhli, Direttore Generale della Cooperazione Internazionale presso il Ministero dell’Impiego e della Formazione Professionale tunisino; Hatem Dahmen, Direttore Generale dell’ANETI, e Ilyes Cherif, Direttore Generale dell’ATFP, che hanno illustrato il sistema tunisino della formazione professionale, il ruolo delle agenzie specializzate e le possibili modalità di collaborazione con l’Italia nell’ambito del progetto “Lavoro senza Frontiere”.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento di Barbara Cimmino, Vicepresidente Export e Investimenti di Confindustria Nazionale, che ha posto l’attenzione sulla grave carenza di risorse umane specializzate in numerosi comparti produttivi, evidenziando come la difficoltà nel reperire profili tecnici adeguati rappresenti ormai una criticità concreta per la competitività delle imprese italiane.
I lavori hanno messo in evidenza come la carenza di manodopera specializzata sia destinata, nel breve periodo, a diventare una vera emergenza per comparti fondamentali del sistema produttivo italiano, in particolare manifatturiero, logistica, agroindustria, servizi tecnici e filiere produttive ad alta intensità di lavoro qualificato. Le imprese italiane, soprattutto le piccole e medie imprese, si trovano sempre più spesso nella difficoltà di reperire lavoratori formati, con competenze tecniche adeguate e immediatamente spendibili nei processi produttivi.
In questo scenario, la Tunisia può rappresentare un partner strategico. Nel corso del convegno è stato evidenziato come il Paese abbia investito negli ultimi anni in maniera significativa nella formazione, non solo nel settore sanitario, ma anche in percorsi professionalizzanti collegati ai principali settori economici. Sono stati illustrati istituti, strutture e programmi dedicati alla preparazione di lavoratori specializzati, con l’obiettivo di favorire percorsi di ingresso ordinati, qualificati e coerenti con i fabbisogni dei Paesi di destinazione.
La cooperazione tra Italia e Tunisia può diventare un modello concreto di collaborazione mediterranea, capace di unire domanda e offerta di lavoro, formazione nel Paese di origine, fabbisogni delle imprese italiane e ruolo delle professioni.
In questo contesto, i commercialisti possono svolgere una funzione strategica: non solo consulenti tecnici delle imprese, ma veri e propri facilitatori dei processi di cooperazione economica, internazionalizzazione e collegamento tra sistema produttivo italiano, istituzioni e organismi formativi esteri. Il professionista può accompagnare le imprese nell’individuazione dei fabbisogni, nella costruzione dei percorsi di contatto e nella creazione di reti qualificate con strutture capaci di formare lavoratori specializzati all’estero.
La Commissione di Studio Mediterraneo dell’ODCEC Napoli ha inteso, con questa iniziativa, aprire un percorso di lavoro stabile sul tema della cooperazione Italia-Tunisia, valorizzando il ruolo del Mediterraneo come spazio economico, professionale e culturale condiviso.
L’obiettivo è costruire un ponte operativo tra imprese italiane e strutture tunisine di formazione specializzata, affinché la mobilità dei lavoratori non sia frutto di emergenza o improvvisazione, ma diventi il risultato di percorsi qualificati, programmati e utili sia alle imprese sia ai lavoratori.